Spezieria “Giovanni di Rupescissa”

La Spezieria veniva gestita dallo speziale, il quale preparava elettuari, unguenti e sciroppi, profumi, le essenze, i colori usati in pittura e dai tintori, la cera e le candele, la carta e l’inchiostro.

Vi si trovavano una serie di strumenti, i vasi, le storte, i boccali, le scatole, le bilance, le spatole, i mortai, i torchi.

Con la Quinta Essentia lo Speziale voleva conservare la salute umana integra sino alla morte e di non lasciar passare la morte. Anzi, chi la sapesse usare potrebbe rendersi immortale.

Questo lapis non è certamente nient’altro che seme di vita, da cui gli animali, le piante, i metalli e gli stessi elementi traggono sostanza. La Quintessenza era un elemento che, secondo Aristotele, si andava a sommare agli altri quattro già noti: il fuoco, l’acqua, la terra, l’aria.